C’è un momento preciso dell’anno in cui Udine smette di essere una tranquilla città di provincia per trasformarsi in un vero ombelico del mondo, un incrocio magico dove le coordinate geografiche si confondono e l’orizzonte si allarga oltre ogni confine immaginabile. Per chi ama viaggiare in van, la libertà non è solo una questione di chilometri percorsi, ma di prospettive che cambiano, e questo angolo di Friuli ne offre di straordinarie.
Anche noi di theSharingVan non resistiamo al richiamo di questa trasformazione: proprio nei prossimi giorni, una parte del nostro team staccherà la spina per mettersi in viaggio. Caricheremo le nostre biciclette in uno dei nostri Kairos e partiremo alla volta di Udine, pronti a trasformare il van nella nostra base operativa tra le proiezioni del Far East Film Festival e le riflessioni del Premio Terzani.
Immaginate di parcheggiare il vostro compagno di avventure e ritrovarvi, nel giro di pochi passi, immersi nelle luci al neon e nelle storie vibranti dell’Estremo Oriente. Sarà un’esperienza quasi surreale: mentre fuori le piazze manterranno l’eleganza veneta e l'accoglienza friulana, dentro le sale cinematografiche batterà il cuore di Tokyo, Seoul e Hong Kong. Muoversi in bicicletta tra un cinema e l'altro, con l'aria fresca del Friuli sul viso dopo le ore passate in sala, sarà il modo migliore per assorbire l'energia della città senza perdere il contatto con l'ambiente. Udine, d'altronde, è una città a misura di pedali, un nodo cruciale dove si incrociano ciclabili spettacolari come la FVG1 (l'Alpe Adria), che permette di esplorare il territorio in totale sicurezza, godendosi il silenzio dei campi e il profilo delle montagne che incorniciano l'orizzonte.
Ma Udine in queste giornate non nutrirà solo gli occhi; offrirà anche un rifugio profondo per il pensiero attraverso vicino/lontano. Per noi, seguire gli incontri dedicati a Tiziano Terzani sarà un rito necessario. Terzani diceva che "la fine è il mio inizio" e che il viaggio non è mai solo uno spostamento fisico, ma una ricerca interiore. Portare il suo pensiero tra le strade di Udine significherà ricordarsi che, come scriveva lui, "i confini sono segni arbitrari, la Terra è di tutti". Se il grande schermo ci mostrerà il volto del mondo, le sue parole ci aiuteranno a comprenderne l’anima e le ferite. Terzani ci ha insegnato che per capire il mondo bisogna "guardarlo con occhi nuovi", proprio come facciamo noi ogni volta che apriamo il portellone del van su un panorama sconosciuto.
Questo connubio trasformerà la città in un laboratorio a cielo aperto, dove il Kairos diventerà il rifugio perfetto per rielaborare tutto quello che vedremo e ascolteremo. Ma il Friuli Venezia Giulia è una terra che chiede di essere scoperta fino in fondo prima di rientrare. Sulla via del ritorno, lasciata l'energia pulsante dei festival, punteremo il "muso" del van verso sud per una sosta rigenerante ad Aquileia. Camminare tra le sue imponenti rovine romane e ammirare i mosaici della Basilica sarà come fare un viaggio nel tempo, un contrappunto perfetto alla modernità del cinema asiatico appena vissuto. È una terra di pietre antiche e cieli immensi, dove la storia si sente sotto le dita.
Un viaggio tra queste terre sarà un’esperienza totale, un vagabondare consapevole tra idee e paesaggi che rispecchia perfettamente lo spirito di Km di Storie. Alla fine, ciò che resta non saranno solo i timbri su una mappa ideale, ma la sensazione di aver toccato con mano quanto il mondo sia, allo stesso tempo, incredibilmente vasto e sorprendentemente vicino. Sarà il piacere di condividere un’avventura che parte da una città friulana e arriva fino all'altra parte del globo, facendoci sentire a casa ovunque, purché — come suggeriva il grande Tiziano — ci sia una strada da percorrere e una storia da ascoltare con il cuore aperto.
"E voi, sarete a Udine per uno di questi eventi? Passate a salutarci se vedete il nostro Kairos!"








